Progetto: Natura 2000 Grotta di Entella

PROGETTO Misura 1.2.4
Gestione integrata esemplare di siti Natura 2000 Grotta di Entella

1. Soggetto proponente

Il soggetto proponente è l’Associazione ambientalista Club Alpino Italiano-Sicilia quale Ente gestore della Riserva Naturale “Grotta di Entella” con sede in contrada Bonfalcone -Contessa Entellina (PA). Il CAI-Sicilia è la struttura regionale del Club Alpino Italiano, associazione presente in tutta Italia con circa 320.000 soci e di indiscussa tradizione speleologica in tutto il territorio nazionale. Fondato nel 1863 da Quintino Sella, ha fra le sue finalità la conoscenza e lo studio delle montagne e la difesa del loro ambiente naturale; negli ultimi anni l’informazione e l’educazione ambientale hanno assunto un ruolo sempre più importante tra le attività curate, dai soci, su scala nazionale.
Il Club Alpino Italiano-Sicilia è Ente gestore, dal 1996, di tre Riserve Naturali per conto della Regione Sicilia. Si tratta di tre Riserve di natura speleologica, istituite per la salvaguardia di ambienti ipogei di particolare interesse geologico, geomorfologico e speleologico.
Tra queste la Riserve Naturale Integrale “Grotta di Entella istituita ai fini di “ …conservare nella sua integrità la cavità, con morfologia a meandri, scavata nei gessi macrocristallini del Messiniano” (G.U.R.S. n.4 del 20/01/96, S.O.).
Convinti che, soprattutto nelle zone dell’entroterra isolate dai grandi flussi turistici, l’istituzione di aree protette abbia un ruolo importante nel favorire un turismo conforme ai principi dello sviluppo sostenibile (inteso come qualsiasi forma di sviluppo, pianificazione o attività turistica che rispetti e preservi nel lungo periodo le risorse naturali, culturali e sociali e contribuisca in modo equo e positivo allo sviluppo economico e alla piena realizzazione delle persone che vivono, lavorano o soggiornano nelle aree protette e nei loro comprensori)  questa Associazione, negli anni di gestione della Riserva Naturale “Grotta di Entella”, pur mantenendo prioritaria la funzione di tutela, si è assunto un ruolo di “animazione territoriale” cercando di promuovere azioni integrate tra “istituzioni pubbliche” e “privati” con lo scopo di valorizzare il notevole patrimonio naturalistico e culturale presente nel comprensorio dell’area protetta e di creare un esempio di sviluppo sostenibile integrato attraverso il coinvolgimento di tutti coloro che svolgono attività in relazione diretta o indiretta con il turismo sul territorio.
Alla luce di quanto appena esposto questa Associazione ha operato e continua ad operare secondo quattro direttrici fondamentali, che si ritengono di importanza strategica:
il servizio diretto di sorveglianza, che viene potenziato con l’utilizzo di volontari in caso di particolari problematiche, come l’attività degli scavi archeologici clandestini nell’area di riserva;
la realizzazione di iniziative di divulgazione e sensibilizzazione ambientale, nei confronti delle scuole e del pubblico in genere, con l’obiettivo di contribuire a costruire nel tempo una mentalità ed un clima di opinione che diffondano il tema della tutela senza la necessità della presenza dell’operatore di sorveglianza;
la organizzazione di una fruizione compatibile, nell’ottica di coinvolgere le popolazioni locali nella promozione di un turismo naturalistico ecosostenibile, in cui il mantenimento del bene diventa il presupposto indispensabile per la continuità dell’attività economica e il bene stesso viene quindi legato all’attività economica programmata;
lo studio e la conoscenza approfondita dei valori scientifici e naturalistici  dell’area protetta, che daranno un ulteriore supporto alla tutela, mediante una loro diffusione nella pubblica opinione, e  ulteriore motivazione al regime vincolistico.
Si riportano in elenco i principali interventi strutturali, già realizzati o in itinere, ed i principali studi portati avanti da questo Ente gestore nel comprensorio della R.N.I. Grotta di Entella:
Realizzazione e apposizione della tabellonistica, riportante le norme di comportamento, nelle principali vie di accesso dell’area protetta;
Sistemazione della sentieristica presente su tutta la Rocca di Entella; realizzazione e apposizione di cartellonistica bilingue nei principali punti-sosta (PIT n. 19 Alto Belice e corleonese);
Acquisizione e sistemazione, secondo le più recenti tecniche di bioarchitettura, dell’unico immobile presente sul pianoro sommitale della Rocca, da destinare a Centro visite (PIT n. 19 Alto Belice e corleonese);
Realizzazione e posizionamento di un capanno per birdwatching nei pressi del Lago Garcia (PIT n. 19 Alto Belice e corleonese);
Restauro ambientale della parete sovrastante l’ingresso della Grotta di Entella, per consentirne la fruizione in sicurezza (Misura 1.11- Complemento di Programmazione POR Sicilia 2000-2006);
Recupero della Scalinata del brigante, antico sentiero pedonale, in parte intagliato nella roccia gessosa, che permetterà un migliore congiungimento tra la Zona A e la zona B della Riserva (Misura 1.11- Complemento di Programmazione POR Sicilia 2000-2006);
Sistemazione del sentiero di accesso alla Grotta di Entella (Misura 1.11- Complemento di Programmazione POR Sicilia 2000-2006);
Realizzazione, a Contessa Entellina, di un Centro di Educazione ambientale, con possibilità di residenzialità per gli studenti, e con una specifica sezione dedicata alle Serie Gessoso Solfifera Siciliana (Misura 1.11 PIR Rete ecologica) ;
Studio geologico e geomorfologico, epigeo ed ipogeo, della Rocca di Entella;
Studio flogistico-vegetazionale della Rocca di Entella.

2. Studio del territorio

Descrizione del contesto territoriale della R. N. I. “Grotta di Entella”, della R.N.O. “Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco” e del SIC “Monte Triona”
La R.N.I. Grotta di Entella, inserita nel 1991 nel Piano Regionale dei Parchi e delle Riserve Naturali, è stata istituita quale Riserva Naturale Integrale nel 1995 dalla Regione Siciliana (D.A. n. 293/44 del 16/05/1995). Ricade nel settore Nord-occidentale dei Monti Sicani, in territorio comunale di Contessa Entellina, poco distante dai confini dei comuni di Poggioreale e Monreale e delle province di Palermo, Trapani e Agrigento. E’ costituita da due zone a diverso regime vincolistico: la Zona “A”, di riserva, costituita dall’intero sviluppo della Grotta di Entella e dal territorio insistente in un raggio di m 5 attorno all’ingresso della stessa; la Zona “B”, di preriserva, comprendente una porzione del pianoro sommitale della Rocca di Entella ed una fascia della parete rocciosa che borda la Rocca a Sud e ad Ovest, per una estensione complessiva di 19,86 ettari. Il territorio circostante, inquadrabile nel “tipico entroterra siciliano” e fondato economicamente sull’agricoltura e sulla zootecnia, è stato fatto oggetto solo raramente, negli decenni passati, di politiche di sviluppo. Unico esempio è la Diga Garcia che rappresenta l’opera principale del complesso di opere programmate dalla fu “Cassa per il Mezzogiorno” per la utilizzazione integrale, ai fini irrigui e potabili, delle acque di tutto il bacino del Fiume Belice, negli anni ’70. Completata nella metà degli anni ’80, è una diga in pietrame che sottende un bacino diretto di 294 km2 con una capacità, al massimo invaso, di circa 100 milioni di m3.
Nonostante l’apparente imponenza dell’opera e le tristi vicende che l’hanno vista protagonista di alcune tra più grosse speculazioni mafiose della storia della Sicilia, il Lago Garcia oggi rappresenta uno dei punti di forza piuttosto che di debolezza per il territorio; punti di forza attraverso cui deve passare lo sviluppo “sostenibile” del comprensorio, mirando alla valorizzazione dei beni naturali e culturali da troppo tempo caduti nell’oblio istituzionale e culturale, oblio che non rende minimamente giustizia al glorioso passato storico di questo territorio. In prossimità del Lago e della Diga Garcia si eleva, isolato tra grandi distese argillose, la Rocca di Entella, un rilievo di natura gessosa al cui interno si sviluppa la Grotta di Entella, motivo di istituzione dell’area protetta.
La posizione geografica e la configurazione geomorfologica hanno fatto di questo modesto rilievo uno dei più importanti scenari della storia generale della Sicilia. Intorno ad essa si svolsero vicende, spesso decisive, sia per la supremazia che per la decadenza dei vari popoli che, attraverso i secoli, si contesero il dominio sull’Isola.
Sulla sommità della Rocca si trovano i resti della città di Entella, fondata dagli Elimi nel VI sec. a.C. ed elevata, in seguito, al rango di fortezza da quasi tutte le popolazioni che si sono succedute nella nostra Isola. La città fu rasa al suolo da Federico II nel 1246, dopo diversi anni di combattimenti finalizzati a debellare l’ultimo baluardo della potenza saracena in Sicilia. La Rocca di Entella rimase così, per lunghi secoli, nell’oblio letterario e scientifico. Unicamente alla ricerca della mitica città di Entella sono finalizzati gli studi condotti sulla Rocca da canonici e storici negli anni ‘30 e ’40 del secolo scorso e, se quasi nulle sono le informazioni di carattere scientifico riportate, affascinante è la grande quantità di riferimenti geomorfologici e geologici che è possibile “leggere tra le righe”.
Sottoposta a vincolo archeologico (L.R. 1089/1939) dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Palermo, la ricerca archeologica ad Entella ha avuto inizio nel 1979, ma è solo dal 1983 che la Scuola Normale Superiore di Pisa, in collaborazione con la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Palermo, ha incominciato una regolare campagna di scavi che attualmente ha riportato alla luce tratti delle mura, le porte della città, un grande granaio ellenistico, i resti di un castello e di tre necropoli. L’Antiquarium “Giuseppe Nenci”, a Contessa Entellina, espone i principali ritrovamenti fittili di questi anni di scavo.
L’interesse scientifico della Rocca è legato, principalmente, agli aspetti geologi e geomorfologici ma altrettanto interessanti sono gli aspetti faunistici e vegetazionali. E’ costituita da rocce sedimentarie di origine chimica, le evaporiti, rocce molto solubili che caratterizzano vaste aree centrali dell’Isola e che si sono formate durante quel particolare periodo geologico chiamato Messiniano in cui la Sicilia, e tutto il Bacino del Mar Mediterraneo, si trovavano in piena “crisi di salinità” a causa della parziale chiusura della Stretto di Gibilterra, in un ambiente che doveva ricordare gli attuali ambienti di sabka (clima fortemente arido).
Nel contesto nazionale la Sicilia risulta essere la prima regione per estensione degli affioramenti evaporitici; inoltre, la sequenza evaporitica messiniana della Sicilia, è la più completa tra quelle presenti nei paesi che si affacciano nel Bacino del Mediterraneo. La Rocca di Entella costituisce uno dei lembi gessosi isolati della parte occidentale dell’Isola e rappresenta uno dei nodi della costituenda Rete delle Aree Naturali Protette nelle evaporiti siciliane.
Al suo interno un fiume sotterraneo ha formato la Grotta di Entella, una tra le principali grotte conosciute nei gessi siciliani. Si tratta di una cavità ormai inattiva, cioè al suo interno non vi è più uno scorrimento costante di acqua. Si estende su tre diversi livelli di gallerie per uno sviluppo complessivo di circa 700 metri. L’ingresso si apre alla base della parete Ovest della Rocca, ad una quota di 388 metri. Esso rappresenta l’antica risorgenza del reticolo carsico ipogeo, cioè il punto in cui le acque, che un tempo scorrevano all’interno della grotta, ritornavano a giorno alla fine del loro percorso sotterraneo. Il tratto iniziale della grotta è costituito da una galleria meandriforme, lunga circa 10 metri e larga circa 1 metro, attraverso la quale si raggiungono le parti più interne del sistema carsico sotterraneo, passando per grandi saloni, piccoli salti, tratti appena percorribili per le ridotte dimensioni, scivoli e pozzi che immettono nei rami più alti della grotta, scoperti ed esplorati dal personale della Riserva, dopo l’istituzione della stessa. Numerose e di notevole pregio estetico sono le concrezioni, carbonatiche e gessose, che si rinvengono nei rami alti della grotta.
Forse è da attribuire al particolare luccichìo della roccia gessosa il nome di “Grotta dei Dinari- Grutta di li dinari” con cui i locali conoscono la Grotta di Entella o, forse, tale nome è da collegare alle numerose leggende che la vogliono custode di un immenso tesoro protetto da un incantesimo che impedisce a chiunque di impadronirsene. Esistono altre leggende sulla Grotta di Entella. Una narra che la grotta era abitata da un mostro con le sembianze di un serpente a 14 teste, altre riportano la testimonianza di alcuni contadini che, inoltratisi nella grotta in cerca del mitico tesoro e smarrita la via del ritorno, furono tratti in salvo da una donna bellissima vestita di bianco che disse loro di essere una regina che un tempo abitò quei luoghi.
Sotto il profilo bio-ecologico, per la sua posizione nell’ambito del comprensorio, la Rocca di Entella è a tutti gli effetti un’ “isola”.
Dal punto di vista vegetazionale, notevole risulta l’importanza biogeografia dei gessi come “ambiente di rifugio” per specie scarsamente competitive scomparse, o incapaci di sopravvivere, sui substrati limitrofi. L’area presenta interessanti aspetti di vegetazione naturale, tra cui spicca in particolare la prateria steppica dominata dall’Ampelodesma (Ampelodesmos mauritanicus), grossa graminacea cespitosa che funge egregiamente da freno all’erosione. Sulle pareti rocciose si è insediata una vegetazione rupicola particolare, con presenza di specie adattate ai substrati gessosi come, ad esempio, la crassulacea Sedum gypsicola, specie a distribuzione mediterranea occidentale abbastanza frequente sui gessi siciliani ma assente nel resto d’Italia e la crucifera Diplotaxis crassifolia, endemica del mediterraneo Sud-occidentale. Altre specie, meno legate alla litologia, trovano rifugio sulle rupi della Rocca; tra queste l’Euphorbia dendroides e la cariofillacea Gypsophila arrostii.
Dal punto di vista faunistico la Rocca di Entella è ancora poco conosciuta. Certamente, per la sua configurazione topografica e per la sua collocazione geografica, costituisce un rifugio per molte specie animali. Nelle zone poco impervie, dove domina la prateria steppica, sono presenti numerosi passeriformi, conigli (Oryctolagus cuniculus), volpi (Vulpes vulpes) e istrici (Hystrix cristata). La parete rocciosa, che borda la Rocca ad Ovest e a Sud, costituisce luogo di sosta o di nidificazione per molte specie di uccelli, in particolare rapaci come la Poiana (Buteo buteo), il Falco Pellegrino (Falco peregrinus) e il Gheppio (Falco tinnunculus). Il vicino Lago Garcia ospita, durante l’anno, numerose specie migratorie che ne hanno fatto un importante punto di sosta. Sono sempre più numerosi, negli anni, gli avvistamenti di Aironi cenerini (Ardea cinerea), Svassi maggiori (Podiceps cristatus), Cormorani (Phalacrocorax carbo).
La Grotta di Entella, oltre ad ospitare molti invertebrati, è il rifugio di una colonia di pipistrelli. Delle circa mille specie di chirotteri che popolano il mondo, solo 3 famiglie sono presenti in Europa, con circa 30 specie, tutte censite in Italia. Pur essendo tra i primi animali ad essere stati protetti dalla legge italiana e nonostante vengano tutelati da varie convenzioni internazionali, ovunque si registra una progressiva diminuzione di tali speciali mammiferi e ottimi indicatori ecologici. Il riconoscimento europeo della Riserva come Zona a Protezione Speciale (ZPS Rocche di Entella- ITA020042) ha voluto porre l’ attenzione su questo importante aspetto faunistico. Inoltre, tutta la Rocca di Entella è entrata a far parte dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC Rocche di Entella- ITA020042) della Comunità Europea, ai sensi delle direttive 92/43/CEE e 79/409/CEE.
La Riserva ricade interamente in territorio di Contessa Entellina. Nell’alto medioevo Vinea Comitissa (Casale Comitissa) era un villaggio rurale, abitato da pastori e da contadini, che coltivavano le terre appartenenti ai Signori del Castello di Calatamauro. La famiglia Cardona Peralta, signori del Casale, attorno agli anni 1447-48, diede ospitalità a dei profughi albanesi, reduci dalla battaglia avvenuta presso il castello di Bisiri (Mazara del Vallo) e che non potevano ritornare in patria a causa dell’occupazione ottomana. Diede loro anche la possibilità di lavorare le terre dei feudi Contesse e Serradamo a cui, nel 1720, fu aggiunto dai successori dei Peralta, i Gioeni Colonna, anche il terzo feudo di Bagnatelle. Nel frattempo c’erano state altri due grandi arrivi di albanesi, nel 1468 e nel 1521, ancora una volta in fuga dal loro paese ormai stremato dai lunghi anni di guerra contro l’assedio ottomano.
Oggi, mentre il quotidiano sbarco di clandestini sulle coste italiane mette in crisi il mondo occidentale, Contessa rappresenta uno dei cinque comuni siciliani di origine albanese; uno dei due che ha mantenuto vive la lingua e le tradizioni della propria etnia. Si presenta come una “piccola realtà” di un comune di circa 2.000 abitanti, in pieno entroterra siciliano, lontano da grossi centri abitati, dove però la “ricostruzione”, dopo il terremoto del 1968, ha quasi totalmente distrutto il centro storico.
Nonostante sia circondata dai resti del Castello di Calatamauro di origine saracena, dalla Rocca e dalla città di Entella di origine elima, dalla Riserva Naturale Grotta di Entella, dalla Riserva Naturale Monte Genuardo,  dall’Abazia di Santa Maria del Bosco e dal SIC Monte Triona Contessa Entellina ha rivestistito, fin’ora, un ruolo marginale e poco attivo nelle politiche di sviluppo del comprensorio.
Questo bando potrebbe rappresentare un nuova opportunità per il riscatto socio-culturale di questa minoranza linguistica perfettamente integrata nel territorio siciliano.
Sebbene si abbiano maggiori conoscenze dei territori limitrofi alla Riserva, questa Associazione ha mirato, fin dagli inizi della gestione dell’area protetta, ad una integrazione dei programmi di sviluppo della Riserva Grotta di Entella nel contesto più ampio di questo settore dei Monti Sicani, tenendo vivi i contatti con l’Azienda Foreste Demaniali, Ente gestore della Riserva Naturale “Monte Genuardo e S. Maria del Bosco”, e con le realtà territoriali, pubbliche e private, che hanno attinenza ed interesse allo sviluppo sostenibile ed integrato del comprensorio, anche in accordo con le politiche regionali che hanno visto l’avvio dello studio di base relativo al Progetto Strategico del Sistema Naturale dei Sicani , nella prospettiva di istituzione del quinto Parco Naturale regionale dei Monti Sicani che ingloberebbe interamente il territorio oggetto del presente bando. I paesi di questo settore dell’Isola, pur vivendo in un ambiente periferico e di un’economia prevalentemente agricola, vantano una vivace tradizione culturale. L’alternanza di popoli diversi, che vi si sono succeduti sin dai tempi più remoti, ha lasciato tracce evidenti.
Monte Triona ( 1215 m s.l.m.) si trova a circa 10 Km, in linea d’aria, a Sud-Est della Rocca di Entella. Nel 2001 è stato riconosciuto come Sito di Importanza Comunitaria (SIC M. Triona e M. Colomba – SIC/ZPS ITA020036), ai sensi delle direttive 92/43/CEE e 79/409/CEE.
Dal punto di vista geologico è costituito da sequenze di rocce sedimentarie, principalmente calcari, afferibili al periodo Triassico. Attraverso versanti boscosi, diversi sentieri e trazzere permettono di raggiungere le parti sommitali del rilievo montuoso da cui si gode uno splendido panorama sul paesaggio circostante, tra i più belli e articolati del comprensorio per la presenza di monti, colline, poggi, piani e valli.
Molto interessanti risultano gli aspetti archeologici del Monte. Alcuni ritrovamenti fittili sono esposti nel Museo Civico di Bisacquino ma non sono state ancora fatte regolari campagne di scavi da parte della Soprintendenza BB.CC.AA.
Alle sue falde, a 700 m s.l.m., sorge Bisacquino, paese di circa 7.000 abitanti. La vicinanza con l’abitato di Contessa ne fa, per i contessioti, un importante centro di scambi commerciali e culturali.
L’origine di Bisacquino è incerta. Alcuni ritengono che sia stata fondata da una delle antiche popolazioni che abitarono l’Isola (Sicani, Greci, Cartaginesi e Romani) della cui presenza esistono diverse testimonianze nella zona, altri, facendo riferimento alla conformazione urbanistica dell’attuale centro abitato, fanno risalire la sua fondazione all’epoca della dominazione saracena. Quindi il nome Bisacquino può derivare sia dalla parola latina “bis-aqua” (molto acquoso), sia dalla parola araba “buseckin” (padre del coltello). Nel 1183, terminata la costruzione del Duomo Normanno di Monreale, Bisacquino fu infeudata al Vescovado di Monreale dal re Guglielmo II il Buono. Non fu estranea alle vicende storiche delle dominazioni Sveva, Angioina e Aragonese che segnarono la vita del paese. Sotto Federico II di Svevia partecipò all’espugnazione delle città di Entella e Jato (1243-1244). Diede anche il suo valido contributo ai Vespri Siciliani, tendenti a scuotere la “mala signoria” di Carlo d’Angiò.
Oggi, sebbene l’economia di basi principalmente sull’agricoltura e sulla zootecnia,
l’artigianato occupa un posto di rilievo. Fiorentissimo nei secoli passati, sopravvive ancora oggi la lavorazione del ferro (falci, serrature, coltelli con manico di corno) del legno, del cuoio, del ricamo e dell’orologeria da torre.
La Riserva Naturale “Monte Genuardo e S. Maria del Bosco”, anch’essa inserita nel Piano Regionale dei Parchi e delle Riserve della Regione Siciliana, è stata istituita nel 1997 e data in gestione all’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana. Anch’essa è stata riconosciuta Sito di Importanza Comunitaria (SIC Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco – ITA020035), ai sensi delle direttive 92/43/CEE e 79/409/CEE.
Ha una estensione di 2552,91 ettari di cui 1683,33 in zona A e 869,58 in zona B e ricade nei territori comunali di Contessa Entellina, Sambuca di Sicilia, Giuliana.
L’intero territorio protetto comprende tutti gli elementi tipici dei Monti Sicani: imponenti complessi rocciosi, pareti a strapiombo, vegetazione della media e alta collina dominata dal Leccio, dalla Roverella e dalla Quercia virgiliana, ai quali si aggiungono i rimboschimenti artificiali di Pino d’Aleppo.
Per quanto riguarda l’aspetto faunistico, tra i mammiferi, sono ancora abbastanza comuni Martora, Donnola e Quercino, oltre al Cinghiale che, introdotto con eccessiva disinvoltura a fini venatori, è ormai inarrestabile nella sua progressione demografica (con relativi danni all’agricoltura e al sottobosco). L’avifauna annovera numerose specie di rapaci: Capovaccaio, Aquila del Bonelli, Lodolaio, Sparviero, Pellegrino, Lanario e Grillaio,
L’aspetto vegetazionale è di notevole importanza in quanto gli attuali boschi, che ne ricoprono parte dei versanti, rappresentano ciò che resta delle antiche foreste che ricoprivano un tempo quasi tutta l’Isola. All’interno sono stati realizzati, dall’Ente gestore, due sentieri per escursionisti ed appassionati di mountain bike.
Dal punto di vista geologico si tratta di un massiccio carbonatico i cui sedimenti risalgono al Trias superiore. Ma la particolarità, che ne fa una tappa obbligata per gli amanti della geologia, è la presenza, sulla strada che conduce al Monastero di S. Maria del Bosco, di un affioramento di lave sottomarine, le cosiddette pillow lavas o lave a cuscino, dovute ad attività eruttive risalenti a circa 135 milioni di anni fa (Giurassico-Cretaceo inferiore), quando ancora l’assetto di questa parte della Sicilia non era quello attuale. Altri affioramenti più consistenti si rinvengono in prossimità della vetta di Monte Genuardo.
Alle falde del versante NE della Riserva e a pochi chilometri da Contessa Entellina, circondata da una selva sempreverde, sorge l’Abazia di S. Maria del Bosco, risalente al 1455.  Il nome è da attribuire, secondo quanto tramandato, da un gruppo di eremiti residenti nel bosco. Questi, avendo trovato l’immagine di una Madonna nel tronco cavo di un albero, vollero dedicarle il primo edificio. Più tardi il convento ospitò i Padri Olivetani, i quali successivamente ne fecero una sede sfarzosa della Congregazione.
La maestosa Abazia è infatti dotata anche di due ampi chiostri (uno risalente al ’500) e conserva nel refettorio un grande affresco.
La chiesa attigua, edificata tra i secoli XVII e XVIII, probabilmente su disegni del Vanvitelli, era riccamente decorata e conservava preziose opere d’arte.
Gli agenti atmosferici, l’incuria e i danni subiti nel terremoto del 1968 l’hanno quasi totalmente distrutta.
Punto di forza del territorio è anche il sito archeologico di Adranone, Insediamento greco-punico risalente al VI-III sec. a.C. e che sorge a  quasi 1000 m s.l.m., sul Monte Adranone, alle falde sud-occidentali della Riserva di Monte Genuardo. Sottoposto a vincolo archeologico (L.R. 1089/1939) dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Palermo, la ricerca archeologica ad Adranone ha avuto inizio nel 1968. Gli scavi hanno portato alla luce la necropoli, le mura di cinta e vari settori dell’area suburbana tra cui il quartiere artigianale. Alcuni dei ritrovamenti fittili sono esposti nell’Antiquarium di Sambuca di Sicilia.

3. Analisi dei punti di forza e di debolezza del territorio

L’economia del comprensorio è basata principalmente sull’agricoltura e sulla zootecnia le quali si avvalgono, ancora oggi, di tecniche e metodologie tradizionali; entrambi i settori lavorativi sono, in genere, a conduzione familiare e poca attenzione è data alla commercializzazione dei relativi prodotti (vino, olio, grano, formaggi, ricotta).
Se da un lato la mancanza di investimenti ha penalizzato lo sviluppo economico del territorio, di contro ha permesso la conservazione degli ambienti naturali.
Proprio queste risorse naturali, congiuntamente ai beni culturali di cui è ricco il territorio, danno la possibilità di puntare, nel futuro, su una nuova politica di sviluppo basata su un turismo ecocompatibile, alternativo agli itinerari turistici tradizionali, che possa sfruttare appieno le risorse presenti sul territorio facendone fonte di occupazione e mezzo per migliorare la qualità della vita.
Per meglio delineare un possibile quadro di interventi si sono presi in esame i bisogni e le potenzialità del territorio in oggetto.

Punti di forza

Punti di debolezza

Opportunità

Minacce

Riserva Naturale Grotta di Entella, nodo della Rete In.F.E.A (Informazione, Formazione ed Educazione Ambientale) della Regione Siciliana

Riserva Naturale Monte Genuardo-S. Maria del Bosco

SIC/ZPS Rocche di Entella

SIC/ZPS Monte Triona e Monte Colomba

Zona archeologica di Entella

Zona archeologica di Monte Adranone

Antiquarium “G. Nenci” di Contessa Entellina

Antiquarium di Sambuca di Sicilia

Abazia di S. Maria del Bosco

Castello di Calatamauro

Borgo rurale di Piano cavaliere (possibile struttura ricettiva extra alberghiera)

Borgo rurale di Roccella (possibile struttura ricettiva extra alberghiera)

Diga e Lago Garcia

Patrimonio etnico-culturale (centro di origine albanese)

Scuola di Sci Nautico

Prodotti agricoli e zootecnici

Presenza nei territori limitrofi di centri di grande attrazione turistico/culturale quali Monreale, Sciacca, Selinunte e Palermo, Segesta, etc.

Viabilità fatiscente

E’ il vero grande punto di debolezza del territorio che è interessato da una serie di dissesti (frane di tipo colamento e/o scorrimento rotazionale) che creano problemi di percorribilità in molti assi viari

Carenza di strutture ricettive e di ristorazione

Mancanza di strutture ricettive e di ristorazione di qualità

Scarsa valorizzazione delle intelligenze locali

Carenza di operatori turistici local

Mancanza di sinergie tra le associazioni ambientaliste e culturali e le realtà produttive e turistiche locali

Interventi strategici per il turismo sostenibile

Crescita della domanda turistica di tipo naturalistico, culturale ed enogastronomico

Possibilità di offerta turistica di tipo scientifico e destagionalizzato

Creazione di residenzialità per studenti impegnati in programmi di Educazione ambientale

Crescita delle coltivazioni biologiche

Creazione di una scuola post universitaria sui temi dello sviluppo sostenibile delle aree protette

Creazione di residenzialità per studenti impegnati nei corsi post universitari

Creazione di un modello di sostenibilità culturale attraverso la valorizzazione delle minoranze linguistiche presenti nel territorio

Creazione di circuiti turistici, culturali e ambientali attraverso il coinvolgimento delle associazione di emigrati

Inserimento dei pacchetti turistici locali nei grandi circuiti turistici culturali tradizionali

Emigrazione e perdita delle identità culturale

Degrado del paesaggio per abbandono delle strutture rurali

Incendi

Sismicità del territorio

Disgregazione sociale

Presenza di criminalità organizzata

4. Piano esecutivo delle attività da realizzare

4.1 Descrizione del Piano integrato di interventi , metodologia e obiettivi
Il C.A.I.-Sicilia, Ente gestore della R.N.I. Grotta di Entella, con il coinvolgimento dei propri soci che, per esperienza e competenza in materia ambientale corrispondono a quanto richiesto dal GAL per la Misura 1.2.4, intende avviare una serie di interventi integrati, sia strutturali che di sensibilizzazione e di promozione, nei territori dell’area pilota oggetto del presente bando: R.N.I. Grotta di Entella – R.N.O. Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco – SIC Natura 2000 Monte Triona.
Il seguente “Piano integrato di interventi” è stato stilato: considerando la disponibilità economica, in modo che risulti complementare alle azioni in itinere o già realizzate nel territorio dal CAI-Sicilia, dall’Azienda Foreste Demaniali e dal GAL e privilegiando la programmazione partecipata. Sono stati coinvolti, infatti, Enti pubblici, produttori locali e associazioni naturalistiche e culturali impegnate nel territorio ritenendo che il successo dell’azione integrata dipenda dal livello di cooperazione e di integrazione che si riuscirà a raggiungere tra tutti i soggetti coinvolti, direttamente o indirettamente, nel settore turistico.
La pianificazione e lo sviluppo turistico sostenibile di un territorio necessita della progettazione partecipata di tutti i soggetti interessati poiché, in genere, né il settore pubblico, né quello privato, né le associazioni, singolarmente, hanno le competenze, i mezzi e l’informazione sufficienti per prendere in considerazione tutti i fattori che possono contribuire ad operare una migliore programmazione.
Il fine è di promuovere lo “sviluppo sostenibile” attraverso la realizzazione di un modello di gestione sostenibile a medio termine delle aree protette, favorendo un turismo consapevole e quindi compatibile con l’ambiente, destagionalizzato e diversificato per tipologia di fruitori.
Gli obiettivi generali che ci si propone sono: il cambio dei comportamenti nei confronti dell’ambiente, il miglioramento della qualità di vita e la creazione di nuovi posti di lavoro.
Il turismo sostenibile può rappresentare, infatti, uno strumento privilegiato per la sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente, anche per gli abitanti dei paesi coinvolti che, con la scoperta e l’interpretazione del patrimonio naturalistico e culturale come fonte di occupazione e di reddito, avranno un interesse diretto al mantenimento del bene.
4.2 Specifica degli interventi
L’intervento “Studio del territorio e relativo programma” prevede:
1. Lo studio del territorio oggetto del bando e l’elaborazione di un programma di interventi;
2. la realizzazione dello studio faunistico del territorio, ad integrazione degli studi scientifici di base già avviati dagli enti gestori delle aree protette. I risultati dello studio sono indispensabili per l’attuazione pel punto precedente, per una migliore gestione delle Riserve Naturali, per contribuire a completare la banca dati scientifica del territorio e come strumento per implementare il SIT realizzato dal GAL Terre del Sosio nell’ambito del Progetto Leader II e che verrà ampliato con l’azione 1.2.3 “Interventi di salvaguardia e monitoraggio delle risorse naturali” del PSL Terre del Gattopardo.
Si prevede l’analisi delle comunità di vertebrati terrestri (anfibi, rettili, uccelli e mammiferi) condotta con tecniche di censimento e metodologie specifiche per ogni gruppo (ad es. stazioni di ascolto al canto, studio delle tracce e delle tane, ecc).
Tale intervento sarà gestito dal CAI-Sicilia attraverso il coinvolgimento di propri soci.
L’intervento “Studio ed elaborazione di un progetto di sviluppo turistico integrato e sostenibile” prevede lo studio dettagliato dei punti di forza, di debolezza, delle opportunità e dei rischi del territorio oggetto del bando e la successiva elaborazione di una strategia a livello locale in favore di un “turismo sostenibile ed integrato”, inteso come qualsiasi forma di sviluppo, pianificazione o attività turistica che rispetti e preservi nel lungo periodo le risorse naturali, culturali e sociali e contribuisca in modo equo e positivo allo sviluppo economico e alla piena realizzazione delle persone che vivono, lavorano o soggiornano nei territori interessati.
L’attuazione di un turismo così concepito necessita di una riflessione globale, concertata, e di un rafforzamento di tutte le interazioni positive fra l’attività turistica e gli altri settori presenti nel territorio. Per questo motivo Il piano di sviluppo prevederà l’istituzione di un partenariato di gestione dei futuri interventi che coinvolgerà Enti locali, Forze economiche del territorio, Associazioni ambientaliste, Associazioni culturali locali, Associazioni sportive, Pro Loco, Università, Consorzi di bonifica, GAL, etc.).
Tale intervento sarà gestito dal CAI-Sicilia attraverso il coinvolgimento di propri soci.
L’intervento “N.1 cofanetto di cartine con guida del territorio” prevede:
1. l’ideazione di n. 5 itinerari tematici per la fruizione integrata delle emergenze naturalistiche e culturali del territorio in questione quali, ad esempio: Itinerario naturalistico e geominerale dei Sicani; Itinerario della cultura albanese; Itinerario delle antiche attività legate al paesaggio del grano e al paesaggio della montagna; Itinerario archeologico; Itinerario enogastronomico e dell’artigianato locale;.
2. la pubblicazione di un cofanetto contenete le carte dei suddetti itinerari che saranno complementari alle precedenti produzioni del GAL Terre del Sosio relative al territorio in oggetto.
Tale intervento sarà gestito dal CAI-Sicilia attraverso il coinvolgimento di propri soci.
L’intervento “Iniziative di fruizione delle risorse naturali (itinerari pilota)” prevede l’organizzazione di cinque giornate destinate alla fruizione delle risorse naturali del territorio, attraverso l’organizzazione di visite guidate lungo alcuni tratti degli itinerari naturalistici individuati nei punti precedenti. Le visite guidate, che hanno il fine migliorare la fruizione delle valenze naturalistiche, saranno rivolte soprattutto alle popolazioni locali, alle scolaresche e ai vari portatori di interesse del territorio, sia economico che culturale, tramite adeguate forme di coinvolgimento.
Tale intervento sarà gestito dal CAI-Sicilia e coinvolgerà il personale degli Enti gestori per gli itinerari pertinenti le Riserve Naturali Grotta di Entella e Monte Genuardo-S. Maria del Bosco, e da cooperative e/o associazioni locali, dotate di adeguate competenze, per i territori in cui non è individuato un ente gestore (SIC Monte Triona).
L’intervento “Pacchetti turistici pilota” è strettamente collegato e subordinato all’intervento sopra descritto e prevede :
l’ideazione di n. 5 piccoli pacchetti turistici pilota sulla base degli itinerari tematici scelti e definiti nell’attuazione dell’intervento precedente, attraverso il coinvolgimento degli operatori locali della filiera del turismo: ristorazione, ricezione, vendita di prodotti enogastronomici ed artigianali, servizio al turista (accoglienza, informazione, trasporto, promozione, ricreazione, visite guidate, etc.).
la realizzazione di un punto informativo con vetrina espositiva a Contessa Entellina con lo scopo di creare, nel centro abitato, un presidio fisso di informazione e divulgazione dei pacchetti turistici pilota elaborati nell’ambito del presente bando e di tutto il materiale informativo e/o di promozione prodotto nei territori del GAL Terre del Gattopardo. Tale punto informativo potrà anche acquisire la funzione di nodo della Rete del turismo alternativo e punto di riferimento per le associazioni degli emigrati all’estero.
L’attuazione di questo punto vede il coinvolgimento del Comune di Contessa Entellina che ha messo a disposizione un ampio locale, attualmente inutilizzato, a titolo gratuito; vede anche la partecipazione economica di alcune delle più grandi aziende agricole ed enologiche presenti nel territorio. Sarà prevista una valutazione della qualità dei servizi forniti attraverso la compilazione di un questionario distribuito ai fruitori.
I pacchetti turistici pilota ideati nell’ambito del presente bando potranno essere sperimentati dal costituendo partenariato di gestione del piano di sviluppo sostenibile del territorio che potrà anche gestire i risultati dei questionari compilati dai fruitori.
Tale intervento sarà gestito dal CAI-Sicilia attraverso il coinvolgimento di propri soci.

5. Quadro economico

Gli interventi prevedono un contributo economico del Progetto Leader plus del 60%; il restante costo sarà coperto da soci del CAI, attraverso la loro diretta attività, e da privati.

Intervento

Costo tot.
(euro)

% Pubbl.

Costo pubbl. (euro)

% Privati

Costo privati
(euro)

Studio del territorio e relativo programma

 25.000

 60

 15.000

 40

 10.000

Studio ed elaborazione di un progetto di sviluppo turistico integrato e sostenibile

 25.000

 60

 15.000

 40

 10.000

N.1 cofanetto di cartine con guida del territorio

 20.000

 60

 12.000

 40

 8.000

Iniziative di fruizione delle risorse naturali (itinerari pilota)

 10.000

 60

 6.000

 40

 4.000

Pacchetti turistici pilota

20.000

60

12.000

40

8.000

100.000

60

60.000

40

40.000

5. Figure tecniche professionali coinvolte
Staff della Presidenza Regionale e Segreteria- Mario Vaccarella e Ileana Arceri
Le figure professionali del gruppo di lavoro coinvolte sono :
Vincenza MESSANA in qualità di responsabile dell’azione e coordinatrice del gruppo di lavoro, geologo e Direttore della Riserva Naturale Integrale “Grotta di Entella” per conto del CAI-Sicilia.
Principali referenze
Si occupa, dal 1996 inizio della gestione della Riserva, della programmazione e della realizzazione degli interventi, sia di carattere strutturale che di animazione e formazione, nel territorio dell’area protetta. In questi anni ha acquisito una buona conoscenza naturalistica di tutto il territorio oggetto del presente bando.
Nell’ambito delle attività istituzionali della riserva coordina l’attività di ricerca scientifica nell’area e svolge annualmente programmi di Educazione Ambientale rivolti alle scuole di vario ordine della Provincia. E’ la referente per l’Educazione Ambientale di questa associazione.
Negli ultimi anni ha partecipato ad esperienze formative, organizzate dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) della Regione Siciliana, sui temi di Informazione Formazione ed Educazione Ambientale, che hanno previsto interi moduli dedicati ad argomenti quali l”o sviluppo di progetti in rete” e “la progettazione partecipata” (Le reti come strumenti per l’apprendimento, La rete: principi, strumenti e modelli per la comunicazione e la cooperazione, Negoziazione, partecipazione e gestione dei conflitti ambientali e dei processi di progettazione partecipata, Sviluppo di progetti in rete, Metodologia PCM – Project Cycle Management: Gestione del ciclo di vita del Progetto)
Da anni impegnata, a livello regionale, nella valorizzazione delle evaporiti siciliane, nel 2005 ha presentato, nell’ambito del 5° Congresso Europeo dei Geoparchi, organizzato a Petralia Sottana (PA), la proposta di istituzione del Geopark del Sistema delle aree carsiche nei gessi della Sicilia ed il lavoro “Il sistema delle aree carsiche nei gessi della Sicilia: un esempio di rete integrata per lo sviluppo e la fruizione di un bene geologico”.
Dal 1999 è cultore di Geografia Fisica del Corso di Laurea di Scienze Naturali della Facoltà di Scienze MM.FF.NN. dell’Università degli Studi di Palermo.
Dal 1994 è collaboratore esterno del Dipartimento di Geologia e Geodesia dell’Università degli Studi di Palermo, occupandosi in particolare dei fenomeni carsici che interessano sia le rocce evaporitiche sia quelle carbonatiche.
Docente a contratto della Facoltà di Scienze dell’Università degli Studi di Palermo, negli Anni Accademici 2002/03, 2003/04 e 2004/5 ha tenuto i corsi per le materie Geografia Fisica e Geomorfologia per il Corso di Laurea in Scienze Naturali.
Gruppo di lavoro
Enza Messana, Responsabile Intervento
Francesca Calderaro, Architetto del Paesaggio
Andrea Milazzo, Zoologo
Salvatore Livreri Console – Geografo Cartografo
Ileana Arceri, Segretaria/Coll.Amministrativa

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