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Riserva naturale Grotta di Entella

Testi e immagini ©CAI Sicilia


DIRETTORE: Vincenza Messana 3474322207

Sede : Contessa Entellina Centro storico 

Coordinamento Riserve 0916118805

AVVISO ! Attualmente la grotta non è visitabile per problemi di sicurezza causa crollo massi.

Contesto geografico

La Riserva Naturale Integrale Grotta di Entella è ubicata nella Sicilia centro-occidentale, in una zona in cui l’unico esempio di intervento mirato allo sviluppo del territorio è costituito dalla Diga Garcia, ai piedi della Rocca di Entella. Sbarrando il fiume Belice Sinistro, ha dato origine al lago omonimo.
La diga, realizzata dal Consorzio per l’Alto e Medio Belice nella prima metà degli anni ’80, ha permesso di risolvere, nel territorio circostante, l’annoso problema dell’irrigazione delle colture.
Questo lago, oltre a dare beneficio all’agricoltura, ha senza dubbio “addolcito” il paesaggio circostante integrandosi perfettamente in esso.
E’ diventato anche un riferimento per gli uccelli migratori che vi sostano in gran numero durante il periodo di svernamento.
La Riserva ricade nel territorio comunale di Contessa Entellina, poco distante dai comuni di Poggioreale e Monreale e delle provincie di Palermo e Trapani.
Nei pressi della Rocca vi è un importante sito archeologico: l’antica città elima di Entella.

La Rocca di Entella

La Grotta di Entella, motivo dell’istituzione della riserva, si sviluppa all’interno della Rocca (557 mt. s.l.m.), un rilievo isolato posto a monte della confluenza del fiume Belice Sinistro con il Belice Destro. In tutto il promontorio della Rocca non sono presenti corsi d’acqua superficiali, e le acque piovane si infiltrano nel sottosuolo andando ad alimentare il Vallone di Petraro e alcuni affluenti del fiume Belice Sinistro che si originano più a nord del promontorio roccioso. Le rocce della Rocca sono di origine gessosa, a grandi cristalli e in strati di spessore di 2-3 m. Queste rocce, che appartengono alla serie “gessoso-solfifera”, si sono formate circa 6 milioni di anni fa.

Una caratteristica peculiare del gesso è l’estrema solubilità e la facile modellabilità sotto l’azione delle acque piovane. Queste, scorrendo in superficie, generano una grande varietà di forme carsiche superficiali. Infiltrandosi poi nelle fratture della roccia, esercitano una azione di dissoluzione, scavando nel loro percorso le grotte.

Aspetti faunistici e vegetazionali

La Rocca è a tutti gli effetti una “isola” bio-ecologica. Molto interessanti sono gli aspetti della vegetazione naturale, come la prateria steppica dominata dall’ampelodesma, grossa graminacea cespitosa che frena l’erosione. Fra gli animali vi sono molti passeriformi, conigli, volpi, istrici.

La parete rocciosa è un luogo di sosta o nidificazione per molte specie di uccelli, in particolare rapaci (poiana, falco pellegrino, gheppio). In questo ambiente si è insediata una vegetazione rupicola particolare, con la presenza di specie adatte ai sub-strati gessosi, come ad esempio la “Sedum gypsicola”, specie mediterranea abbastanza frequente sui gessi siciliani ma assente nel resto d’Italia; e la crucifera “Diplotaxis crassifolia”, endemica del Mediterraneo sud-occidentale. Altre specie trovano rifugio sulle rupi della Rocca, coma “Euphorbia dendroides” e “Gypsophila arrostii”.

La Grotta di Entella

E’ una cavità ormai inattiva, poiché al suo interno non vi è più scorrimento costante di acqua. La parte attualmente rilevata ha uno sviluppo complessivo di circa 400 metri. Recenti esplorazioni, condotte dal personale della riserva e da volontari del C.A.I. di Petralia Sottana, hanno permesso di scoprire un nuovo ramo, posto a quota più alta degli altri livelli conosciuti, di notevole interesse archeologico, speleologico e geologico. Lo sviluppo complessivo della grotta è così salito a circa 1 Km. L’ingresso, di forma vagamente ellittica (1,50 x 1,40 mt.), si apre alla base della parete Ovest della Rocca, ad una quota di 388 mt. Era il punto in cui le antiche acque ritornavano alla luce dopo il percorso nel cuore della montagna.

Il tratto iniziale della grotta è costituito da una galleria meandriforme lunga circa 10 mt. e larga 1, attraverso la quale si raggiungono le parti più interne del sistema carsico sotterraneo, passando per grandi saloni, piccoli salti, tratti appena percorribili per le ridotte dimensioni, scivoli e pozzi che immettono nei rami più alti della grotta. Questa, infatti, si sviluppa su almeno 4 livelli di gallerie.

La visita di una grotta è sempre una “avventura” per i visitatori occasionali, ma ancora di più lo è la visita di una grotta nei gessi. Le pareti, costituite da macro cristalli di gesso, luccicano alla luce delle torce, mentre splendide infiorescenze di cristalli di gesso, stalattiti e stalagmiti contribuiscono a rendere ancora più suggestivo questo scenario da fiaba. Sulle pareti della grotta si notano i segni che l’acqua ha lasciato nel suo incessante scorrere verso il basso, i canali di volta e i pendenti, i consistenti depositi di materiale alluvionale trasportati dal fiume sotterraneo e poi abbandonati dentro la cavità. Nel ramo di recente scoperta sono stati rinvenuti vari reperti di interesse archeologico: ossa, cocci, etc. Un ramo che, tra l’altro, è di notevole interesse estetico.

Istituzione della Riserva

La Riserva Naturale Integrale “Grotta di Entella” è inserita nel Piano Regionale dei Parchi e delle Riserve Naturali, ed è stata istituita nel 1995. La gestione è stata affidata al Club Alpino Italiano – Sicilia con il compito di salvaguardare l’integrità della grotta e promuovere la ricerca scientifica e le iniziative tendenti a diffondere la conoscenza dei beni naturali presenti nell’area protetta. Le prime esplorazioni in zona risalgono agli anni ’50. Il territorio sottoposto a tutela rappresenta una piccola porzione dell’intero rilievo della Rocca di Entella, estendendosi per circa 13 ettari.

Antiche leggende 

La memoria popolare racconta che un incantesimo gravi sulla Rocca di Entella, e numerose sono le leggende che si tramandano da padre a figlio. Molte di queste leggende interessano proprio la grotta.
Difatti il nome “Grotta dei Dinari” è sicuramente da collegare a racconti che la vogliono come custode di un immenso tesoro.
La grotta, però, sarebbe protetta da un incantesimo che impedirebbe a chiunque di impossessarsene. Un’altra leggenda narra che la grotta sia abitata da un mostro-serpente a 14 teste. Per placare le sue ire contro gli abitanti del posto, bisognava offrigli in pasto, ogni giorno, una ragazza estratta a sorte.

Altri racconti riportano la testimonianza di alcuni contadini che, avventuratisi nei meandri della grotta per cercare il mitico tesoro, vennero attratti da un rumore che proveniva da dietro una roccia.
Comparve ai loro occhi una bellissima donna vestita di bianco che disse loro di essere una regina musulmana che da tempo aveva abitato quei luoghi e poi scomparve. I contadini, abbagliati dalla visione, non riuscirono a trovare la via d’uscita finchè non ricomparve la donna che li accompagnò fuori.

Come si raggiunge la Riserva 

Da Palermo bisogna percorrere per circa 50 km la strada a scorrimento veloce Palermo-Sciacca (ss624) sino allo svincolo Alcamo-Diga Garcia. Si prosegue quindi per la Provinciale che porta a Contessa Entellina, seguendo le indicazioni Diga Garcia.
Provenendo dall’Autostrada Palermo-Mazara del Vallo (A29) si esce allo svincolo Gallitello. Si percorre per circa 20 km. la S.P. 119 per Castelvetrano fino alle indicazioni per la scorrimento veloce Palermo-Sciacca. Si prosegue seguendo prima l’indicazione Vaccarizzo e poi l’indicazione Diga Garcia.

Aspetti archeologici

La Rocca di Entella, proprio per la sua collocazione geografica che ben si prestava a sostenere l’assedio più ostinato da parte del più accanito degli invasori, è stata fin dai periodi più remoti teatro di numerose battaglie. Sulla sua sommità si trovano i resti della città di Entella che, con Erice e Segesta, è una delle 3 città siciliane di origine elima. Ebbe rilevante importanza durante le guerre tra i Cartaginesi e i Siracusani, al tempo di Dionisio il Vecchio. Nel tardo medioevo costituì, con il castello di Jato, l’ultimo baluardo di difesa ed il centro più vivace di resistenza contro la potenza saracena e Federico II, che la distrusse nel 1246. La ricerca archeologica ad Entella inizia nel 1979, anche se solo dal 1983 vengono avviate regolari campagne di scavi che hanno riportato alla luce tratti delle mura, una delle porte della città, un grande magazzino destinato all’accumulo di cereali, i resti di un castello e una necropoli.

Progetto: Natura 2000 Grotta di Entella

PROGETTO Misura 1.2.4 Gestione integrata esemplare di siti Natura 2000 Grotta di Entella 1. Soggetto proponente Il soggetto proponente è l’Associazione ambientalista Club Alpino Italiano-Sicilia quale Ente gestore della Riserva Naturale “Grotta di Entella” con sede in contrada Bonfalcone -Contessa Entellina (PA). Il CAI-Sicilia è la struttura regionale del Club Alpino Italiano, associazione presente in tutta …

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