Contesto geografico
La Riserva
Naturale Integrale Grotta di Entella è ubicata nella
Sicilia centro-occidentale, in una zona in cui l'unico
esempio di intervento mirato allo sviluppo del
territorio è costituito dalla Diga Garcia, ai piedi
della Rocca di Entella. Sbarrando il fiume Belice
Sinistro, ha dato origine al lago omonimo.
La diga, realizzata dal Consorzio per l'Alto e Medio
Belice nella prima metà degli anni '80, ha permesso di
risolvere, nel territorio circostante, l'annoso problema
dell'irrigazione delle colture.
Questo lago, oltre a dare beneficio all'agricoltura, ha
senza dubbio "addolcito" il paesaggio circostante
integrandosi perfettamente in esso.
E' diventato anche un riferimento per gli uccelli
migratori che vi sostano in gran numero durante il
periodo di svernamento.
La Riserva ricade nel territorio comunale di Contessa
Entellina, poco distante dai comuni di Poggioreale e
Monreale e delle provincie di Palermo e Trapani.
Nei pressi della Rocca vi è un importante sito
archeologico: l'antica città elima di Entella.
La Rocca di Entella
La Grotta
di Entella, motivo dell'istituzione della riserva, si
sviluppa all'interno della Rocca (557 mt. s.l.m.), un
rilievo isolato posto a monte della confluenza del fiume
Belice Sinistro con il Belice Destro. In tutto il
promontorio della Rocca non sono presenti corsi d'acqua
superficiali, e le acque piovane si infiltrano nel
sottosuolo andando ad alimentare il Vallone di Petraro e
alcuni affluenti del fiume Belice Sinistro che si
originano più a nord del promontorio roccioso. Le rocce
della Rocca sono di origine gessosa, a grandi cristalli
e in strati di spessore di 2-3 m. Queste rocce, che
appartengono alla serie "gessoso-solfifera", si sono
formate circa 6 milioni di anni fa.

Una
caratteristica peculiare del gesso è l'estrema
solubilità e la facile modellabilità sotto l'azione
delle acque piovane. Queste, scorrendo in superficie,
generano una grande varietà di forme carsiche
superficiali. Infiltrandosi poi nelle fratture della
roccia, esercitano una azione di dissoluzione, scavando
nel loro percorso le grotte.
Aspetti faunistici e vegetazionali
La Rocca è a tutti gli effetti una "isola" bio-ecologica.
Molto interessanti sono gli aspetti della vegetazione
naturale, come la prateria steppica dominata dall'ampelodesma,
grossa graminacea cespitosa che frena l'erosione. Fra
gli animali vi sono molti passeriformi, conigli, volpi,
istrici.
La parete
rocciosa è un luogo di sosta o nidificazione per molte
specie di uccelli, in particolare rapaci (poiana, falco
pellegrino, gheppio). In questo ambiente si è insediata
una vegetazione rupicola particolare, con la presenza di
specie adatte ai sub-strati gessosi, come ad esempio la
"Sedum gypsicola", specie mediterranea abbastanza
frequente sui gessi siciliani ma assente nel resto
d'Italia; e la crucifera "Diplotaxis crassifolia",
endemica del Mediterraneo sud-occidentale. Altre specie
trovano rifugio sulle rupi della Rocca, coma "Euphorbia
dendroides" e "Gypsophila arrostii".
La Grotta di Entella
E' una
cavità ormai inattiva, poichè al suo interno non vi è
più scorrimento costante di acqua. La parte attualmente
rilevata ha uno sviluppo complessivo di circa 400 metri.
Recenti esplorazioni, condotte dal personale della
riserva e da volontari del C.A.I. di Petralia Sottana,
hanno permesso di scoprire un nuovo ramo, posto a quota
più alta degli altri livelli conosciuti, di notevole
interesse archeologico, speleologico e geologico. Lo
sviluppo complessivo della grotta è così salito a circa
1 Km. L'ingresso, di forma vagamente ellittica (1,50 x
1,40 mt.), si apre alla base della parete Ovest della
Rocca, ad una quota di 388 mt. Era il punto in cui le
antiche acque ritornavano alla luce dopo il percorso nel
cuore della montagna.

Il tratto
iniziale della grotta è costituito da una galleria
meandriforme lunga circa 10 mt. e larga 1, attraverso la
quale si raggiungono le parti più interne del sistema
carsico sotterraneo, passando per grandi saloni, piccoli
salti, tratti appena percorribili per le ridotte
dimensioni, scivoli e pozzi che immettono nei rami più
alti della grotta. Questa, infatti, si sviluppa su
almeno 4 livelli di gallerie.

La visita
di una grotta è sempre una "avventura" per i visitatori
occasionali, ma ancora di più lo è la visita di una
grotta nei gessi. Le pareti, costituite da macro
cristalli di gesso, luccicano alla luce delle torce,
mentre splendide infiorescenze di cristalli di gesso,
stalattiti e stalagmiti contribuiscono a rendere ancora
più suggestivo questo scenario da fiaba. Sulle pareti
della grotta si notano i segni che l'acqua ha lasciato
nel suo incessante scorrere verso il basso, i canali di
volta e i pendenti, i consistenti depositi di materiale
alluvionale trasportati dal fiume sotterraneo e poi
abbandonati dentro la cavità. Nel ramo di recente
scoperta sono stati rinvenuti vari reperti di interesse
archeologico: ossa, cocci, etc. Un ramo che, tra
l'altro, è di notevole interesse estetico.

Istituzione della
Riserva
La Riserva
Naturale Integrale "Grotta di Entella" è inserita nel
Piano Regionale dei Parchi e delle Riserve Naturali, ed
è stata istituita nel 1995. La gestione è stata affidata
al Club Alpino Italiano - Sicilia con il compito di
salvaguardare l'integrità della grotta e promuovere la
ricerca scientifica e le iniziative tendenti a
diffondere la conoscenza dei beni naturali presenti
nell'area protetta. Le prime esplorazioni in zona
risalgono agli anni '50. Il territorio sottoposto a
tutela rappresenta una piccola porzione dell'intero
rilievo della Rocca di Entella, estendendosi per circa
13 ettari.
Antiche leggende
La
memoria popolare racconta che un incantesimo gravi sulla
Rocca di Entella, e numerose sono le leggende che si
tramandano da padre a figlio. Molte di queste leggende
interessano proprio la grotta.
Difatti il nome "Grotta dei Dinari" è sicuramente da
collegare a racconti che la vogliono come custode di un
immenso tesoro.
La grotta, però, sarebbe protetta da un incantesimo che
impedirebbe a chiunque di impossessarsene. Un'altra
leggenda narra che la grotta sia abitata da un
mostro-serpente a 14 teste. Per placare le sue ire
contro gli abitanti del posto, bisognava offrigli in
pasto, ogni giorno, una ragazza estratta a sorte.
Altri racconti riportano la testimonianza di alcuni
contadini che, avventuratisi nei meandri della grotta
per cercare il mitico tesoro, vennero attratti da un
rumore che proveniva da dietro una roccia.
Comparve ai loro occhi una bellissima donna vestita di
bianco che disse loro di essere una regina musulmana che
da tempo aveva abitato quei luoghi e poi scomparve. I
contadini, abbagliati dalla visione, non riuscirono a
trovare la via d'uscita finchè non ricomparve la donna
che li accompagnò fuori.
Come si raggiunge la
Riserva
Da Palermo
bisogna percorrere per circa 50 km la strada a
scorrimento veloce Palermo-Sciacca (ss624) sino allo
svincolo Alcamo-Diga Garcia. Si prosegue quindi per la
Provinciale che porta a Contessa Entellina, seguendo le
indicazioni Diga Garcia.
Provenendo dall'Autostrada Palermo-Mazara del Vallo
(A29) si esce allo svincolo Gallitello. Si percorre per
circa 20 km. la S.P. 119 per Castelvetrano fino alle
indicazioni per la scorrimento veloce Palermo-Sciacca.
Si prosegue seguendo prima l'indicazione Vaccarizzo e
poi l'indicazione Diga Garcia.
Aspetti archeologici
La Rocca di
Entella, proprio per la sua collocazione geografica che
ben si prestava a sostenere l'assedio più ostinato da
parte del più accanito degli invasori, è stata fin dai
periodi più remoti teatro di numerose battaglie. Sulla
sua sommità si trovano i resti della città di Entella
che, con Erice e Segesta, è una delle 3 città siciliane
di origine elima. Ebbe rilevante importanza durante le
guerre tra i Cartaginesi e i Siracusani, al tempo di
Dionisio il Vecchio. Nel tardo medioevo costituì, con il
castello di Jato, l'ultimo baluardo di difesa ed il
centro più vivace di resistenza contro la potenza
saracena e Federico II, che la distrusse nel 1246. La
ricerca archeologica ad Entella inizia nel 1979, anche
se solo dal 1983 vengono avviate regolari campagne di
scavi che hanno riportato alla luce tratti delle mura,
una delle porte della città, un grande magazzino
destinato all'accumulo di cereali, i resti di un
castello e una necropoli.